pastore Francesco Rotelli
a cura di Venere Rotelli Gennaio 2003
2Re 18:1-8 Il terzo anno di Osea, figlio d'Ela, re d'Israele, cominciò a regnare Ezechia, figlio di Acaz, re di Giuda.Aveva venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abi, figlia di Zaccaria. Egli fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE, proprio come aveva fatto Davide suo padre. Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l'idolo d'Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè aveva fatto; perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso; lo chiamò Neustan. Egli mise la sua fiducia nel SIGNORE, Dio d'Israele; e fra tutti i re di Giuda che vennero dopo di lui o che lo precedettero, non ve ne fu nessuno simile a lui. Si tenne unito al SIGNORE, non cessò di seguirlo, e osservò i comandamenti che il SIGNORE aveva dati a Mosè. Il SIGNORE fu con Ezechia, che riusciva in tutte le sue imprese. Si ribellò al re d'Assiria, e non gli fu più sottomesso; sconfisse i Filistei fino a Gaza, e ne devastò il territorio, dalle torri dei guardiani alle città fortificate.
Ezechia
fece quello che era giusto agli occhi di Dio 2° Re 18:3. La volontà del padre
terreno, Acaz re scellerato (2Re 16:2), non corrispondeva a quella del Padre
celeste, si costruiva altari e idoli contaminando così se stesso e non
riconoscendo la guida di Dio.
Acaz, con il suo comportamento, aveva portato maledizioni nel popolo
di Dio, Ezechia voleva ristabilire le sorti della sua gente per permettere che
le benedizioni di Dio ricominciassero a fluire.
Affinché ciò potesse succedere era necessario che Lui si muovesse
in modo giusto agli occhi di Dio.
La condotta
di quest'uomo è un esempio per tutti noi : il suo agire, immediato dopo
la presa di coscienza dell'errore del padre, ci invita a "muoverci".
Una volta
che abbiamo individuato il problema, l'ostacolo alle benedizioni di Dio, per noi
e per la chiesa, dobbiamo rimuoverlo, dalle radice.
Pietro, capì
bene questo, lo leggiamo in Atti 5:29, ubbidire a Dio prima di
tutto, vuol dire mettere la Sua volontà al di sopra di ogni cosa, di ogni
affetto. Collocare Dio al secondo posto sarebbe come metterlo all'ultimo, non ci
deve essere niente e nessuno prima di Lui. Le nostre attenzioni. la nostra
passione, il nostro maggiore interesse, il nostro amore il nostro tempo...tutto
deve convogliare in Dio, nelle "cose del Suo Regno".
In 2
Cronache 29:1-10 leggiamo che Ezechia dovette chiedere perdono per i peccati e
le colpe dei padri, ma tutto ciò non bastò, egli fece sopprimere, distruggere
gli alti luoghi. (2 Re 18:4)
Cosa sono
gli alti luoghi?
Quello che
allora poteva essere rappresentato da idoli, profumi e incensi oggi può bene
materializzarsi nelle "opere morte" della carne: quelle che
autorizzano l’ elevarsi, nella nostra mente, di cose, pensieri, immagini,
preoccupazioni (, paure e quant’altro che ci portano lontano da Dio e dalle
sue benedizioni2°Corinzi 10:4-5). Tutto quello che diventa un muro tra noi è
Dio è un alto luogo.
Il nostro
stesso carattere può diventare un alto luogo, quello che ci ostiniamo a
giustificare come qualcosa di "congenito", questa si rivela una bugia
del diavolo: se è l'irascibilità,
il vittimismo la superbia che caratterizzano e trainano la nostra indole,
dobbiamo distruggerlo, demolirlo nel nome di Gesù.
Riconoscere
un alto luogo nella nostra vita, non è facile e ancora meno facile e dire
basta!. Ma è necessario se vogliamo vivere le benedizioni di Dio.
Ezechia
ha dovuto distruggere persino il serpente del patriarca Mosé.
Perché?
Perché era un opera morta, un ricordo del passato che un tempo fu benedizione
ma sul quale il popolo aveva posto la propria devozione.
Quante
volta rimaniamo a contemplare le benedizioni del passato? Quanti di noi ci siamo
fermati a parlare nostalgicamente della potente e sconvolgente opera di Dio
di dieci, vent'anni fa? La Parola di Dio è chiara:
tutto ciò non ci serve oggi, nel presente, non solo, esso può
trasformarsi in un arma nelle mani di satana per bloccare il fiume di Dio per
noi.
Ezechia
fece quello che era giusto agli occhi dell'Eterno... 2°Re 18:3
Pose tutta
la sua fiducia in Lui 2° Re... 18:5
Rimase
legato a Dio 2° Re... 18:6
...e
l'Eterno fu con lui ed Ezechia riuscì in tutte le sue imprese. 2° Re 18:7
Vuoi essere
una colonna nelle cose di Dio? Oggi, compi quello che Dio vuole che tu faccia.
Chi segue
l'uomo avrà un premio dall'uomo ma chi segue Dio avrà il premio da Dio.
Dio vi
benedica