Il nostro Tempo è Suo

pastore Francesco Rotelli

 

 a cura di Venere Rotelli

 

Efesini 5:16 recuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. 

Il tempo è un frammento d’eternità dato da Dio all'uomo, è quello che abbiamo ricevuto come un dono da parte Sua. 

Dio è al di sopra del "tempo", Lui va oltre, infatti in 2° Pietro 3:8 troviamo scritto: "Per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno".

Noi, come buoni amministratori del tempo che Dio ha messo a nostra disposizione, dobbiamo farne buon uso e usarlo per l'adempimento della volontà di Dio sulla terra; imparare a consacrarlo in vista di quello che c'è alla fine del "nostro tempo" sulla terra. 

Gesù prima di salire in cielo ci ha lasciato il "Grande Mandato" da adempiere, in Matteo 28:19 lo troviamo scritto : "Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente".

 Questa è la volontà di Dio, noi dobbiamo preoccuparci di adempierla, non a tempo perso, quando ormai abbiamo sbrigato tutte le nostre faccende e concessi il nostro meritato riposo in poltrona ecc, no!

 Dio vuole da noi la parte migliore! 

Lui ha tanto amato il mondo da dare il Suo unigenito figliolo per noi (Giovanni 3:16). Ha dato il meglio che aveva per la nostra salvezza, per la nostra liberazione. 

Come creature del tempo, le nostre vite sono legate alla nascita, alla vita, alla morte e alla resurrezione in Cristo.  (I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni;o, per i più forti a ottant'anni;e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità;perché passa presto, e noi ce ne voliamo via  Salmo 90:10)

Uniamoci dunque alla preghiera di Mosè nel Salmo 90:12 "insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio".

Ma l'uomo purtroppo si lascia trasportare dai ritmi che la società gl'impone, facendosi travolgere dal vortice dell’ansia, della competizione, dell’arrivismo e tutto quello che di sbagliato di materiale e terreno c’è.

Il risultato di questo stile di vita è quello che l'uomo non riesce a trovare il tempo per appartarsi con Dio, (Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Matteo 6:6) per   santificare  la propria vita e fare al meglio La Sua volontà.

Il nostro “pensiero”, il nostro obiettivo verso il quale porre lo sguardo, deve essere la meta celeste

 (corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.Filippesi 3:14), dobbiamo lavorare sulla terra, per quella.

Quando un atleta si allena per concorrere ad un titolo mondiale, non lo fa nel tempo in cui non ha nient’altro da fare o alla fine della sua giornata, mettendo a tacere la sua coscienza con un po' di movimento.

Così noi, se abbiamo come meta quella celeste, non possiamo dire di avere trascorso del tempo con Dio, solo perché una volta ogni tanto, durante la nostra giornata, alziamo lo sguardo al cielo e diciamo: “grazie Gesù”o costellando le nostre ore  con “alleluia”e  “gloria a Dio”. Lui vuole il meglio, vuole dedicazione, vuole parlarci e se non troveremo tempo per Lui, un giorno Lui potrebbe non trovarne per noi.