La gloria riflessa
Quando la Gloria di Dio si
è manifestata nella vita di Mosè, ha lasciato un segno evidente del Suo
passaggio. Fu Mosè a richiederla e Dio, innamorato di Mosè, gliela concesse:
Esodo 33:17-19 L'Eterno disse a Mosè: "Farò anche questa cosa che hai
chiesto, poiché tu hai trovato grazia ai Miei occhi e ti conosco personalmente".
Allora Mosè disse: "Deh, fammi vedere la Tua gloria!". L'Eterno gli rispose: "Io
farò passare davanti a te tutta la Mia bontà e proclamerò il nome dell'Eterno
davanti a te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà".
La manifestazione della Gloria di Dio ebbe degli effetti non solo spirituali o
emotivi ma concretamente visibili su Mosè. Effetti dei quali neanche lui, da
principio, si era reso conto.
Esodo 34:29-30 Or Mosè, quando scese dal monte Sinai (scendendo dal monte
Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza), non sapeva che la pelle
del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l'Eterno.
Così, quando Aaronne e tutti i figli d'Israele videro Mosè, ecco che la pelle
del suo volto era raggiante ed essi avevano paura di avvicinarsi a lui.
Accadono delle cose straordinarie quando ci si avvicina a Dio. La presenza di
Dio è qualcosa di talmente eccezionale che non si può rimanere gli stessi. Se ci
si dispone e si dà a Dio la possibilità di agire, Egli ha la capacità di
cambiare e trasformare in noi alcuni aspetti o atteggiamenti in maniera
soprannaturale. A volte neanche si è coscienti del cambiamento che Dio sta
operando ma una cosa è certa: la Sua è una presenza trasformatrice.
Quando Mosè è sceso dal Monte il suo volto rifletteva una luce raggiante della
quale gli Israeliti avevano timore. Pur essendo stato coperto dalla mano di Dio
e non avendo visto il Suo volto, la Gloria di Dio è talmente potente nella Sua
natura da aver provocato in lui un effetto assolutamente eccezionale.
Esodo 33:22-23,30 e mentre passerà la Mia gloria, Io ti metterò in una
fenditura della roccia e ti coprirò con la Mia mano, finché Io sia passato; poi
ritirerò la mano e Mi vedrai di spalle; ma la Mia faccia non si può vedere...(di
Mosè) ecco che la pelle del suo volto era raggiante.
Dopo la manifestazione della Gloria di Dio è come se il volto di Mosè si fosse
"caricato" della presenza di Dio. Proprio come fosse stato un accumulatore di
energia, il viso di Mosè aveva in qualche modo assorbito la presenza di Dio e
l'evidenza di questo era il suo volto risplendente.
Come tutti gli accumulatori di energia però, questa carica era destinata a
scemare con il tempo. Non sarebbe durata per sempre.
Gli Israeliti, quando
videro Mosè, ebbero paura di questo effetto e non gli si avvicinarono.
Esodo 34:30 Così, quando Aaronne e tutti i figli d'Israele videro Mosè, ecco
che la pelle del suo volto era raggiante ed essi avevano paura di avvicinarsi a
lui.
Spesso si ha paura di ciò che non si conosce, di quello che non si comprende. E
purtroppo a volte alcuni insegnamenti tendono a dare un'immagine misteriosa di
Dio, occulta, quasi temibile.
Giocando sul 'fattore mistero' si porta la gente ad aver quasi paura del proprio
rapporto con Dio. Invece di presentare un cristianesimo semplice, accessibile,
un cristianesimo nel quale c'è un Iddio seriamente interessato ad avere un
rapporto sincero con il Suo popolo, un Iddio innamorato dei Suoi figli e che
brama stare in comunione con loro, si tende, per una forma a volte anche
inconscia di potere e di controllo, a rendere tutto più difficile.
Quando il cristianesimo non viene presentato per quello che è (semplice, puro,
accessibile) la gente ha paura del proprio rapporto con Dio e della condizione
del proprio rapporto con Dio. Comincia a temere di non essere all'altezza.
Comincia a chiedersi perchè il volto di Mosè è raggiante e il loro no.
Allora invece del timore del Signore si ha il terrore del Signore.
Tornando al caso specifico di Mosè, è importante specificare che la gloria di
Dio che era sul volto di Mosè era una gloria riflessa, che non gli apparteneva,
e per questo destinata a scomparire.
E' come quando si avvicinano le mani al fuoco per scaldarsi. Il calore del fuoco
non appartiene alle mani tuttavia queste, per la vicinanza del fuoco, si
riscaldano. Una volta allontanate dal fuoco mantengono il calore per un pò di
tempo, poi cominciano a freddarsi di nuovo e a ritornare nella situazione
iniziale.
Le mani assorbono un calore che è destinato a finire.
Lo stesso vale per la batteria del cellulare che ha una durata di esercizio che
è destinata a finire con il passare delle ore. Una volta terminata è necessario
ricaricare il cellulare, tornare alla fonte, al generatore che gli dà la carica
necessaria per poter funzionare di nuovo.
La gloria di Mosè dunque era una gloria esteriore, che non gli apparteneva e che
era destinata a scomparire, ad essere annullata.
2Corinzi 3:7-8 Or se il ministero della morte, che era scolpito in lettere su
pietre, fu glorioso, tanto che i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo
sul volto di Mosè, per la gloria del suo volto che però doveva essere annullata,
quanto più glorioso sarà il ministero dello Spirito?
Ogni volta che Mosè rientrava nella presenza di Dio e parlava con Dio,
"ricaricava le batterie del suo volto" che, affievolito o completamente
spento, tornava a splendere di nuovo.
E per parlare con Dio Mosè toglieva il velo dal suo volto e parlava con Dio
faccia a faccia.
Esodo 34:34-35 Quando però Mosè entrava davanti all'Eterno per parlare con
lui, si toglieva il velo finché usciva fuori; uscendo fuori, diceva ai figli
d'Israele ciò che gli era stato comandato. I figli d'Israele, guardando la
faccia di Mosè, vedevano che la pelle di Mosè era raggiante; poi Mosè rimetteva
il velo sul suo volto, fino a quando entrava a parlare con l'Eterno.
Sappiamo che Mosè rappresentava Dio al popolo e il popolo a Dio. La sua figura
era molto importante. Premesso questo ci sono due ragioni fondamentali per le
quali Mosè decise di portare il velo in presenza del popolo:
1. Per parlare con il popolo. Il popolo aveva paura di lui quindi Mosè, per
poter comunicare con loro senza incutere timore o spavento, doveva usare un velo
che non facesse vedere il suo volto raggiante.
La parola usata per velo, nell'originale, è la stessa usata per
cortina. Velo e cortina parlano di separazione, di limitazione, di
difficoltà di comunicazione. Per quanto a Mosè fosse necessario parlare
in quel modo, è evidente che la presenza di un velo non agevoli nè la
comunicazione orale nè quella visiva.
2. Perchè Mosè non voleva far vedere al popolo che la gloria di Dio andava a
finire con il passare del tempo.
Mosè viveva in una posizione di vera e propria tensione tra Dio e il popolo. Il
velo era una copertura.
Non è scritto quanto tempo durasse la "carica splendente" sul volto di Mosè, ma
è certo che vederla affievolire indicava che Mosè non era tornato a parlare con
Dio. Il popolo avrebbe potuto giudicarlo per questo. E poteva anche sentirsi non
rappresentato, lontano da Dio: dopotutto era questo il compito di Mosè, non
esisteva un rapporto personale con Dio per il quale ognuno poteva ritenersi
responsabile di sè stesso. Tutto gravava sulle spalle di Mosè.
Mosè sapeva che la gloria
non gli apparteneva, che era di Dio e con il tempo si annullava. Per questo
copriva il suo volto.
Alcuni insegnano il cristianesimo della carica anzichè della presenza di
Dio.
Vogliono andare "sotto potenza"; cercano emozioni, segni, manifestazioni
soprannaturali continue che segnino il loro cammino. Non è totalmente sbagliato
cercare queste cose. A volte è necessario.
Ciò che è sbagliato è vivere solo di queste cose dimenticandosi che la presenza
di Dio è una presenza continua, che non va ricaricata perchè vive in noi. Il
"cristianesimo della carica" è un cristinaesimo mistico, quasi magico: si
cercano contatti con Dio e si dimentica che Dio abita in noi!
La donna, per una questione culturale, doveva essere coperta perchè apparteneva
al marito ma Dio ha stabilito di rivelarci la Sua gloria senza che nessun velo
ostacoli la comunicazione!
2Corinzi 3:14-15 Ma le loro menti sono diventate ottuse; infatti, nella
lettura dell'antico patto lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché il
velo viene annullato in Cristo. Anzi fino ad oggi, quando si legge Mosè un velo
rimane sul loro cuore.
La rimozione del velo è legata alla conversione a Cristo: non si può continuare
a portare un velo che Cristo ha annullato con il Suo sacrificio! In alcuni
ambienti la donna continua ad essere coperta nella presenza di Dio: è più che
abitudine o tradizione; con questo gesto si crede che per l'uomo il sangue di
Cristo sia sufficiente a dare il libero accesso alla presenza di Dio, mentre per
la donna siano necessari il sangue di Cristo e 'un pezzetto di stoffa' da
portare sul capo. E' un'offesa alla grazia di Dio!
Nel Nuovo Patto il velo è stato rimosso: la fonte non è più esterna, è in noi.
La gloria che per Mosè doveva essere annullata in noi è destinata a
continuare...per sempre!
2Corinzi 3:7-18 Or se il ministero della morte, che era scolpito in lettere
su pietre, fu glorioso, tanto che i figli d'Israele non potevano fissare lo
sguardo sul volto di Mosè, per la gloria del suo volto che però doveva essere
annullata, quanto più glorioso sarà il ministero dello Spirito?
Se infatti il ministero della condanna fu circondato di gloria, molto più
abbonderà in gloria il ministero della giustizia. Per cui, sotto questo aspetto
anche ciò che fu reso glorioso non fu veramente glorioso, se messo a confronto
con la più eccellente gloria.
Perché, se ciò che doveva essere annullato fu circondato di gloria, sarà molto
più glorioso ciò che è duraturo.
Avendo dunque questa speranza, usiamo una grande franchezza nel parlare, e non
facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul proprio volto, affinché i figli
d'Israele non fissassero il loro sguardo sulla fine di ciò che doveva essere
annullato. Ma le loro menti sono diventate ottuse; infatti, nella lettura
dell'antico patto lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché il velo
viene annullato in Cristo. Anzi fino ad oggi, quando si legge Mosè un velo
rimane sul loro cuore. Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo
sarà rimosso.
Or il Signore è lo Spirito, e dov'è lo Spirito del Signore, vi è libertà. E noi
tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del
Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per
lo Spirito del Signore.