ORIGINE
DELLA PAROLA "BIBBIA"
La parola "Bibbia" viene dal termine greco "biblia" ("libri"), un diminutivo di
"biblos" ("libro"), che indica la corteccia interna della canna di papiro
(l'antica carta) con la quale venivano fatti i libri antichi (rotoli).
LE LINGUE DELLA BIBBIA
L'Antico Testamento fu scritto quasi interamente in ebraico. Le sole porzioni
scritte in aramaico, altra lingua semitica affine all'ebraico, furono Esdra
4:8-6:18; 7:12-26; Daniele 2:4, 7:28, e Geremia 10:11. Il Nuovo Testamento fu
scritto interamente in greco. L'archeologia ha mostrato che si trattava della
lingua comune ("Koine") del mondo greco-romano di allora.
ORDINE DEI LIBRI NELL'ANTICO TESTAMENTO EBRAICO
I libri canonici in una lingua ebraica moderna sono 24 e sono organizzati
secondo una triplice suddivisione: la legge (Torah), i profeti (Nebiim) e gli
scritti (Kethubim), definiti anche: "Salmi".
SUDDIVISIONE DEI LIBRI DELLA BIBBIA
La Bibbia è composta da 66 libri così suddivisi: 39 libri dell'Antico Testamento
e 27 del Nuovo Testamento e sono stati scritti da circa quaranta persone di ogni
estrazione sociale.
IL TEMA UNIFICANTE DELLA BIBBIA
Nonostante la Bibbia si componga di 66 libri scritti da circa quaranta persone,
essa rimane un unico libro. Il tema unificante della Scrittura è Gesù Cristo.
L'Antico Testamento è la preparazione all'avvento di Cristo, Lo preannuncia sia
tipologicamente che profeticamente (per un elenco delle profezie adempiute
cliccare qui). I Vangeli Lo presentano sotto l'aspetto redentivo, nella
Sua manifestazione di Dio-uomo (cioè, al tempo stesso vero Dio e vero uomo). Gli
Atti Lo ritraggono mentre viene predicato ed il Suo Evangelo diffuso nel mondo.
Le Epistole ne espongono l'opera di redenzione. L'Apocalisse Lo rivela quale
compimento di tutti i piani e gli scopi di Dio. Dalla progenie della donna
(Genesi 3:15) promessa nel paradiso perduto, all'"Alfa e Omega"
(Apocalisse 22:13) del paradiso riconquistato. Egli è "il Principio e la
Fine", "il Primo e l'Ultimo" nella rivelazione di Dio all'uomo.
LO SCOPO DELLA BIBBIA
La Bibbia è stata data per rendere testimonianza all'unico Dio, Creatore e
Sostentatore dell'universo, attraverso Cristo, Redentore dell'umanità corrotta.
Essa presenta una storia continua: quella della redenzione umana. Questa storia
è uno svelarsi progressivo della verità centrale della Bibbia: Dio, nel Suo
eterno consiglio, doveva incarnarsi in Gesù Cristo per la redenzione dell'uomo
caduto.
La rivelazione progressiva di questa verità centrale della redenzione è
presentata attraverso la storia, le profezie, le tipologie ed i simboli. Essa
orienta l'uomo nell'ampio piano di Dio per lui attraverso i secoli, così come
dichiara lo scopo divino per lui nell'eternità.
L'ISPIRAZIONE DELLE SCRITTURE
La Bibbia è il più straordinario volume che mai sia stato scritto dall'uomo in
circa cinquemila anni di uso della scrittura. Essa è superiore a qualsiasi altra
letteratura per il suo contenuto, per la sua unità e la sua struttura, che sono
veramente straordinarie, ma essa supera qualsiasi altro libro anche per la sua
diffusione e per la sua influenza.
Che cosa c'è da dire sull'influenza della Bibbia? Molto. La storia divide il
tempo a partire dall'avvento di Gesù Cristo. Ha la nascita o la morte di qualcun
altro influenzato tanto il mondo? Sulla persona e sull'opera di Cristo sono
stati scritti più libri che su tutti i numerosi grandi uomini della storia. C'è
un'altra persona che abbia ispirato musicisti, poeti ed artisti nella produzione
di grandi opere come Gesù Cristo?
Non è necessario dire molto sulla diffusione delle Scritture. Shakespeare e
Tolstoj sono stati tradotti in decine e decine di lingue, il pellegrinaggio del
Cristiano in oltre cento; ma la Bibbia, interamente o in parte, è stata tradotta
in più di 1450 lingue o dialetti.
È del tutto ragionevole credere che Dio abbia voluto dare all'uomo la Sua
rivelazione scritta. La Bibbia è un libro ispirato, dato da Dio agli uomini per
la loro edificazione, guida e benedizione. Questa è una dottrina fondamentale
del Cristianesimo, che si fonda sulla veridicità della Bibbia.
Se la Bibbia fosse niente di più che un'opera umana, sarebbe una semplice
compilazione delle idee dell'uomo sull'etica e sulla morale, intrecciata con
testimonianze della storia degli Ebrei e naturalmente i cristiani non potrebbero
affidarsi ad essa per il loro sostegno spirituale. Ma la Bibbia non è un'opera
dell'uomo: è ispirata da Dio.
Gli Evangelici concordano sulla dottrina dell'ispirazione divina delle Sacre
Scritture, per quanto oggi ci sia nel mondo una notevole divergenza di opinioni
sul concetto di ispirazione. Sono apparse nuove idee su quest'importante
principio di fede, ma se c'è una verità su cui i cristiani devono restare saldi,
questa è la dottrina dell'ispirazione delle Sacre Scritture; essi devono avere
le idee chiare sia sul metodo dell'ispirazione, sia sulla sua realtà.
In tutta la Bibbia sono ripetute espressioni che indicano le sue parole come
parole pronunciate da Dio per mezzo di uomini: "Ogni Scrittura è ispirata da
Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia"
(2 Timoteo 3:16).
Che cos'è dunque l'ispirazione? L'ISPIRAZIONE È UNA SPECIALE AZIONE DELLO
SPIRITO SANTO PER MEZZO DELLA QUALE EGLI GUIDAVA COLORO CHE SCRIVEVANO LE
SCRITTURE, FACENDO SÌ CHE LE LORO PAROLE RISULTASSERO LIBERE DA ERRORI ED
OMISSIONI E TRASMETTESSERO I PENSIERI CHE EGLI DAVA LORO.
La parola "ispirato" deriva dal latino "inspiro", che significa "soffio dentro o
sopra" e, da qui "istillo, ispiro" quindi il termine "inspiratus" indica
qualcuno sul quale o nel quale è stato "soffiato" qualcosa, qualcuno al quale,
con termine italiano, è stato ispirato qualcosa. La parola greca "theopneustos",
usata in 2 Timoteo 3:16, è formata dalle parole "theos", che significa "Dio", e
"pneustos". "Pneustos" è un termine derivato da "pneuma", "soffio", e dal verbo
"pneo", "soffiare"; dunque "theopneustos" significa "ispirato da Dio".
Ispirazione della Bibbia significa che il suo contenuto fu comunicato agli
scrittori dallo Spirito Santo, per cui quel che venne ispirato è Parola di
Dio, scritta da uomini sotto l'influenza dello Spirito Santo. Agli scrittori fu
impedito di scrivere qualsiasi cosa che non fosse nelle intenzioni di Dio.
La Bibbia non parla dell'infallibilità degli uomini che la scrissero, ma
soltanto dell'infallibilità dei loro scritti.
Lo scrivere fu attuato per mezzo di uomini imperfetti, ma resta il fatto che la
Bibbia è immune da errori (ciò ovviamente si applica al testo originale, non
alle innumerevoli traduzioni e interpretazioni umane). Noi sappiamo ciò che Dio
fece, anche se non sappiamo come lo fece. Dio ci ha dato la Parola Vivente,
Gesù, immune dal peccato e la Parola Scritta, immune dall'errore.
C'è un'analogia tra la nascita di Gesù e l'origine della Bibbia. Lo Spirito
Santo venne su Maria e la "potenza dell'Altissimo" la coprì dell'ombra Sua, così
il "Santo" nato da lei fu "chiamato il Figlio di Dio" (Luca 1:35). Gesù era
perfettamente identificabile come uomo e non c'è alcun dubbio che avesse le
caratteristiche fisiche degli uomini e, più precisamente, degli Ebrei; ma Egli
era anche il divino Figlio di Dio. Come lo Spirito Santo venne su Maria. così
che ella concepì Gesù nel suo seno, nello stesso modo lo Spirito Santo coprì con
la Sua ombra le facoltà mentali degli scrittori della Sacra Scrittura, facendo
loro scrivere la Bibbia. I loro scritti portano l'impronta della loro
personalità, le caratteristiche ed il vocabolario di ognuno sono evidenti, ma
gli scritti non sono contaminati dalla miseria umana, allo stesso modo in cui le
caratteristiche fisiche degli Ebrei, che Gesù possedeva. non contaminarono la
Sua indiscussa divinità.
ISPIRAZIONE VERBALE E PLENARIA
- CHE COSA SI INTENDE PER ISPIRAZIONE VERBALE?
Ispirazione verbale significa che ogni parola dei manoscritti originali fu
ispirata da Dio. Con questo non si deve intendere che gli scrittori erano dei
semplici segretari che scrivevano sotto dettatura dell'Onnipotente, bensì che
ciascuno scrittore biblico usò soltanto quelle parole del proprio vocabolario
che lo Spirito Santo approvava o che gli suggeriva di usare. In alcuni casi ciò
avvenne con una dettatura diretta, come per Mosè che scrisse esattamente ciò che
Dio gli trasmise, in altri casi vi fu un modo meno diretto, ma non per questo
meno esatto. I punti delle Scritture che sostengono l'ispirazione verbale sono:
1 Tessalonicesi 2:13; 2 Timoteo 3:16; 1 Corinzi 14:37; 2:7-13; 11:23; Galati
1:11,12,16,20; Efesini 3:1-10; 1 Pietro 1:10.11,21; 2 Pietro 3:16.
Leggiamo un paio di questi versi:
- 1 Tessalonicesi 2:13: "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio:
perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi
l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola
di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete".
- 1 Corinzi 14:37: "Se qualcuno pensa di essere profeta o spirituale, riconosca
che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore".
Dio si servì di circa 40 uomini per scrivere i 66 libri che compongono la
Bibbia, si servì del vocabolario, dello stile e della personalità di ogni
scrittore per far scrivere la Sua esatta rivelazione. In altre parole,
l'esecuzione umana fu rispettata al punto che le caratteristiche degli scrittori
sono preservati, il loro stile ed il loro vocabolario utilizzati senza errori.
Questo implicò una misteriosa reciprocità di azione tra lo Spirito di Dio e
l'uomo.
- CHE COSA SI INTENDE PER
ISPIRAZIONE PLENARIA?
Per ispirazione plenaria s'intende che ogni parte della Scrittura e non alcuni
libri solamente è ispirata. In pratica l'intera Bibbia è Parola di Dio.
Ci sono diversi modi di ispirazione? Sì, secondo le seguenti considerazioni:
1) Vi fu una divina guida nella narrazione e nella scelta dei fatti che dovevano
essere riferiti, quando lo scrittore esponeva scene e parole che egli aveva
personalmente osservato e sentito;
2) Vi fu la guida risultante dall'opera dello Spirito Santo sulle facoltà umane,
in quelle occasioni in cui lo scritto non era una narrazione di eventi passati o
una predizione di eventi futuri, né una dichiarazione della via della salvezza,
ma era l'affermazione di grandi verità morali e spirituali.
3) Vi fu la guida divina quando uno scrittore esponeva i pensieri di Dio su
grandi dottrine e su principi morali, o quando, scrivendo di qualcuno, esprimeva
i più intimi pensieri di costui. Per illustrare questo punto citeremo l'esempio
di Matteo il quale, scrivendo della donna col flusso di sangue disse: "Perché
diceva tra sé..." (Matteo 9:21).
Come avrebbe potuto sapere quello che la donna diceva tra sé, se non glielo
avesse rivelato lo Spirito Santo?
Senza possibilità di contestazione, le Scritture affermano la loro ispirazione.
Più di duemila volte, infatti, nella Bibbia si trova la frase: "Così dice il
Signore" o equivalenti e nei soli libri profetici si trovano 1300
affermazioni di questo genere. Leggendo la Legge, inoltre, si rimane colpiti
dalla ricorrenza della frase: "E l'Eterno disse a Mosè". Praticamente i
libri della Legge si sviluppano sotto la direzione divina (Deuteronomio 29:1;
31:16-19). Nel libro di Giosuè, infine, si fa riferimento alla duplice origine
della Legge (Giosuè 1:1,8; 23:6), ma né Israele né Giosuè consideravano la Legge
come qualcosa di umano. Come poteva, quindi, essere chiamata "la Legge di Mosè"?
Questo prova la sua ispirazione: la Parola di Dio era data per mezzo di Mosè
quando Dio parlava e quindi la Legge viene da Mosè, ma è la Legge di Dio.
Nessuna delle moderne parole scritte intorno alla Bibbia esprime una più grande,
più ardente gratitudine e una più nobile venerazione di quelle espresse nei
Salmi (Salmi 1:2; 9:7-11; 119).
Davide rivendica l'ispirazione verbale: "Lo Spirito dell'Eterno ha parlato per
mio mezzo, e la Sua parola è stata sulle mie labbra" (2 Samuele 23:2).
Il Nuovo Testamento, riferendosi all'Antico, lo cita col nome di Scritture per
59 volte. Nel Nuovo Testamento ci sono 284 citazioni dell'Antico ed appaiono in
ben 17 libri.
La testimonianza di Cristo sull'ispirazione e sull'autorità dell'Antico
Testamento è al di sopra di ogni questione. Inoltre Gesù sostenne gli assalti di
Satana citando le Scritture, ma Egli ripetutamente si riferì ad eventi della Sua
vita come ad un adempimento di esse. Per motivi di spazio non possono essere
riportati i numerosi riferimenti e le numerose citazioni dell'Antico Testamento
che si trovano nelle parole di Gesù. Paolo afferma che tutta la Scrittura è
ispirata da Dio e che l'Evangelo che annunziava l'aveva ricevuto per rivelazione
(Galati 1:12).
Pietro eguaglia l'autorità delle epistole di Paolo e quella dell'Antico
Testamento, quando parla di coloro che svisano gli scritti di Paolo "come anche
le altre Scritture" (2Pietro 3:15,16); riguardo a queste ultime egli afferma
che: "Nessuna profezia venne dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno
parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:21).
L'AUTORITÀ DELLE SCRITTURE
(cfr. 1 Corinzi 2:13; Giovanni 5:39; 10:35; 1 Tessalonicesi 2:13)
La Parola di Dio è completa: essa non ha bisogno di aggiunte, né le si può
togliere nulla (Apocalisse 22:18,19). La Bibbia è un Libro che guida le azioni
degli uomini e dà la risposta alle loro domande. Essa è infallibile ed
autorevole regola di fede e di condotta. I fanciulli cantano: "Gesù mi ama, io
lo so, perché la Bibbia me lo dice", il predicatore esclama: "La Bibbia dice
...!" Com'è possibile basare tutto questo sulla Bibbia? Il motivo è uno solo:
essa è un Libro che ha autorità, perché è la Parola di Dio. Se la Bibbia è
l'autorevole Parola di Dio, è, di conseguenza, l'espressione della volontà di
Dio, per cui non conoscere la Bibbia significa ignorare la volontà di Dio. Se la
Bibbia è l'autorevole espressione della volontà di Dio, deve avere la priorità
negli interessi e nello studio del credente, il cui principale desiderio deve
essere quello di comprendere questo Libro. Poiché la conoscenza della Bibbia
porterà ad una decisione, la Bibbia sarà per il credente un ministro di vita o
di morte: l'ubbidienza ad essa sarà il fattore determinante.
Esattezza ed infallibilità sono le principali caratteristiche della Bibbia.
Queste due parole necessitano di una spiegazione: il termine esattezza indica
l'assenza di errori, il termine infallibilità indica l'incapacità di errori. La
Parola di Dio è infallibile perché Dio stesso è infallibile, ciò che la Bibbia
dice deve essere ritenuto come l'infallibile Parola dell'infallibile Dio.
Credere che le Scritture siano esatte ed infallibili significa credere alla loro
origine divina. Quando si parla di infallibilità della Bibbia, ci si riferisce
ai manoscritti originali, non alle traduzioni o versioni.
È la Bibbia la sola, irrevocabile autorità attualmente? Alcuni mettono in
questione se l'autorità irrevocabile di Dio sia esercitata attraverso un Libro o
una Chiesa. Costoro fanno il seguente ragionamento: "La Bibbia non è stata data
dalla Chiesa? Non è stata la Chiesa custode della Bibbia? E non deve avere la
Chiesa la priorità sulla Bibbia?". La risposta a queste domande è un categorico
"No!". La Chiesa non ha dato la Bibbia: Dio l'ha data. Dio ha dato la
Bibbia per mezzo di individui, non per mezzo della Chiesa costituita né per
mezzo di un concilio ecclesiastico. Il problema dell'autorità spirituale è molto
urgente; per i cristiani tale autorità è nella Bibbia, per loro la Bibbia è la
"Corte Suprema" oltre la quale non c'è appello. È sempre Dio che parla ed il
credente ripone la sua fiducia nella Parola di Dio. La differenza di posizione
tra gli Evangelici ed i Cattolici Romani non è dovuta ad una controversia
sull'ispirazione e sull'autorità della Parola. Il disaccordo sopraggiunge quando
i Cattolici Romani affermano che la loro chiesa ha il diritto esclusivo ed
irrevocabile dell'interpretazione della Bibbia.
Noi crediamo che la Bibbia e solo la Bibbia è Parola di Dio e che la tradizione,
come disse Gesù, non ha alcun valore.
La Scrittura è interamente da Dio; la Bibbia è Dio che parla nell'uomo, è Dio
che parla per mezzo dell'uomo, ed è Dio che parla come uomo.